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lunedì 21 novembre 2011

Pulire il marmo senza rovinarlo


Il marmo è un prodotto noto per la sua luminosità. Ed è proprio questa sua caratteristica che lo rende uno dei materiali più amati nella scelta del rivestimento dei pavimenti delle nostre case. Scegliendo di utilizzare il marmo, infatti, si adopera un prodotto di qualità che rende più lucente il nostro appartamento.

I tipi di marmo sono numerosi, così come le tecniche di lavorazione per rendere il prodotto più adatto alle varie esigenze. Quella più utilizzata per la realizzazione di pavimenti domestici è la levigatura che rende il marmo lucido e già da solo un componente d’arredo apprezzato per il suo valore estetico. Ma una volta scelto di usare il marmo, è importante imparare a pulirlo al meglio per conservare nel tempo la sua bellezza. Oltre al classico uso dei lavapavimenti, che puliscono e al contempo asciugano la nostra superficie, non bisogna dimenticare la scelta dei detergenti. È infatti assolutamente sconsigliato l’utilizzo di ammoniaca o candeggina. A lungo termine questi due prodotti tendono a ossidare e deteriorare il marmo. Molto più efficace e sicuro è invece l’uso di acqua accompagnata da sapone neutro.

Se poi si vuole dare il tocco finale e avere un pavimento in marmo davvero invidiabile si può stendere uno strato di cera. In questo caso, se non si dispone di una lucidatrice professionale, con un po’ più di fatica si può ricorrere ad un panno di lana e ottenere ad ogni modo un risultato eccellente.

venerdì 28 ottobre 2011

Accorgimenti Per la Pulizia di un Pavimento


La scelta dell’utilizzo di un lavapavimenti non è solamente soggetto al ai gusti personali per quanto riguarda la fragranza utilizzata per la profumazione del prodotto, ma dipende anche dalla superficie che deve essere pulita. I pavimenti che dobbiamo lavare sono spesso diversi da stanza a stanza e non è detto che un unico detergente sia utilizzabile per tutte le situazioni. Tra i più difficili da trattare, infatti, ci sono superfici di cotto, in marmo, parquet, e piastrellati. Per il marmo, ad esempio, le composizioni chimiche troppo acide alla lunga provocano un leggero ingiallimento e opacizzano la lucentezza naturale del materiale. Il parquet, a sua volta, deve essere trattato con prodotti specifici per evitare che le ‘fughe’ tra le liste di legno che lo compongono si allarghino nel tempo. Il cotto, che si trova più facilmente in zone ‘a cielo aperto’, può risentire dell’utilizzo anche dei prodotti più comuni. Lavare un pavimento, dunque, può richiedere non solamente un’applicazione lavorativa ‘di puro fisico’ e olio di gomito, ma in certi casi, come abbiamo visto, di un’autentica ricerca ‘scientifica’ sul materiale da trattare e il prodotto da utilizzare.